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Brugherio celebra il Giorno della Memoria 2020

Saturday, 11 January icona per la stampa della pagina

"L'odio non ha futuro!
Scrivo queste poche righe la mattina dopo l'intenso pomeriggio passato a Milano insieme ad altri 600 Sindaci d 'ltalia con la senatrice Liliana Segre, per la manifestazione dal titolo 'L'odio non ha futuro' (martedì 10 dicembre 2019, ndr). Sono passati 75 anni dall'abbattimento dei cancelli di Auschwitz e ormai ogni giorno ci accorgiamo che il tempo che passa non solo rischia di farci dimenticare gli oltre 15 milioni di morti nei campi di sterminio a causa di quella folle ideologia, ma soprattutto che la storia non ci ha insegnato nulla. Stiamo correndo di nuovo gli stessi rischi di un tempo a causa delle parole d'odio da una parte e dell'indifferenza da un'altra.
La senatrice Segre a Milano ci ha ricordato che 'l'odio si combatte tenendo viva una memoria condivisa delle tragedie che le generazioni passate hanno patito proprio a causa della predicazione dell'odio, perché è nell'oblio della nostra storia che passa il messaggio dell'indifferenza'. Ci ha chiesto di diventare 'future candele della memoria', ora che inevitabilmente stanno venendo meno le voci dei testimoni di quei tragici eventi. Se vogliamo davvero che l'odio non abbia futuro nei nostri territori dobbiamo ogni giorno decidere da che parte stare, che parole usare, come comportarci nei confronti degli altri.
Il Giorno della Memoria 2020, reso possibile anche grazie alla collaborazione di tante realtà della città, ci indica ancora una volta la strada da percorrere per fare in modo che il ricordo si trasformi poi in azioni e scelte quotidiane, all'insegna di quei piccoli singoli gesti che, messi tutti insieme, possono davvero cambiare il mondo".
                                                                                                                                                                            

                                                                                                                                                                                       Il Sindaco Marco Troiano

Dal 19 gennaio al 22 febbraio 2020 Brugherio celebra il Giorno della Memoria

Un'anteprima, quella che andiamo ad illustrare, per aprire il calendario di eventi per il Giorno della Memoria, che si celebra il 27 gennaio in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti (Legge 20 luglio 2000, n. 211).

Tra Palazzo Ghirlanda e il San Giuseppe passando per l'IncontraGiovani, il programma è molto ricco e diversificato: per sincronizzare i vari eventi si sono infatti coordinati, attraverso l'Ufficio Cultura comunale, ANPI Brugherio (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia), Biblioteca civica, Cinema Teatro San Giuseppe, Fondazione Luigi Piseri, IncontraGiovani.

Una carrellata di proposte, dunque, da non perdere calibrate per tutti i tipi di pubblico e le diverse fasce di età che inizia domenica 19 gennaio, alle ore 11, in via De Gasperi, con la posa della prima pietra d'inciampo in città in ricordo di Giulio Agostoni.

Mercoledì 22 gennaio, alle 21, al Teatro San Giuseppe (via Italia 76) va in scena "Dio ride" con Moni Ovadia, "uno spettacolo lirico e civile intessuto di umorismo e saggia leggerezza, come risposte dell'intelligenza alle avversità e al male del mondo, per dare voce - oggi come ieri - al bisogno di memoria, di giustizia e di pace. Una narrazione in equilibrio tra la musica della Moni Ovadia Stage Orchestra e del racconto la cui combinazione, restituita con impareggiabile poesia dal carisma di Ovadia, è la forza del monologo" che fa parte della XXV Stagione Fuori Pista.

Dal 22 al 31 gennaio si ripresentano "I messaggeri della memoria", gli appuntamenti targati Biblioteca tanto apprezzati dai giovani: dalle ore 9 alle 16 i bibliotecari e i volontari del gruppo Sopravoce entrano nelle classi seconde e quarte delle Primarie e nelle prime delle Secondarie e, dopo una breve introduzione al tema e la lettura di brani e memorie riguardanti uno dei periodi più bui e tristi della storia, daranno spazio al dialogo.

Sabato 25 e domenica 26 gennaio, ore 14/19, è la volta del nuovo percorso virtuale interattivo sulla violenza nei lager "Testimone Sopravvissuto: le indifferenze di ieri e di oggi", realizzato da IncontraGiovani (IG) nella propria sede di viale Lombardia 214.

Il sottofondo musicale degli allievi solisti della Scuola di Musica "Luigi Piseri" renderà la simulazione dell'ingresso e della vita nei campi di sterminio ancora più intensa e carica di emozioni. Per l'occasione i locali dell'IG si trasformeranno in un vero e proprio campo di concentramento in cui i partecipanti vivranno simbolicamente le esperienze dei prigionieri.

Mercoledì 29 gennaio, alle 10:30, di nuovo al San Giuseppe che, nell'ambito della rassegna dedicata alle scuole Apriti Sesamo, ha in cartellone "Farfalle" a cura del Teatro del Rimbombo di e con Andrea Robbiano. E' il racconto di un uomo a un altro uomo, nella speranza che la memoria non sia solo quella storica di cifre, date ed eventi, ma quella profonda dell'esperienza fisica ed emotiva. Per provare a far sì che quello che è stato non accada più, qualunque sia la faccia del carnefice e qualunque sia la faccia della vittima. Perché una volta entrati in un lager i contorni della vita si perdono nella memoria.

L'evento clou spetta come sempre all'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) di Brugherio che proporrà la mostra "Sterminio in Europa. Perché ricordare". Allestita presso la Galleria Esposizioni di Palazzo Ghirlanda-Silva (via Italia 27) sarà aperta al pubblico sabato 15 febbraio, quando verrà inaugurata alle ore 16:30, fino a sabato 22 febbraio.

La mostra offre un percorso storico che spiega le fasi che hanno portato le popolazioni europee a combattersi tra il 1915 e il 1945. Nei pannelli espositivi, una quarantina alcuni dei quali già realizzati negli anni '70 e poi costantemente aggiornati nel tempo, vengono elencati gli avvenimenti che hanno portato all'ascesa del fascismo in Italia e del nazismo in Germania e in Europa. Lo scopo è di ricordare alle nuove generazioni e ai cittadini tutti, le atrocità delle guerre, le sofferenze delle popolazioni e la necessità di vivere in pace tra i popoli. E' realizzata in collaborazione con ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti), i cui membri sono tra i sopravvissuti allo sterminio nazista, parenti e soci che vogliono divulgare la storia del fascismo, della Resistenza e delle deportazioni nei lager nazisti.

Info: tel. 039 2893.211/214/212- cultura@comune.brugherio.mb.it 

 

La "Prima pietra d'inciampo" è in ricordo di Giulio Agostoni, a cura della sezione ANPI di Brugherio

«Una persona viene dimenticata soltanto quando viene dimenticato il suo nome» (Talmud)

Il 27 giugno u.s. la Giunta comunale di Brugherio aveva ha deliberato l'adesione al Comitato "Pietre d'Inciampo" della Provincia di Monza e Brianza, per onorare la memoria dei cittadini brugheresi deportati nei campi di sterminio nazisti.

Per “Pietra d’Inciampo” s’intende un piccolo blocco quadrato di pietra (10x10 centimetri), ricoperto di ottone lucente, posto davanti alla porta della casa nella quale ebbe l’ultima residenza un deportato per ricordarne il nome, l’anno di nascita, il giorno ed il luogo della deportazione e la data della morte, se conosciuta.

Obiettivo della “Pietra d’Inciampo”, un inciampo emotivo e visivo non fisico, è dunque mantenere viva la memoria delle vittime dell’ideologia nazi-fascista nel luogo simbolo della loro vita quotidiana, invitando allo stesso tempo chi passa vicino a fermarsi e riflettere su quanto accaduto.

Ebbene, proprio in occasione del Giorno della Memoria 2020, domenica 19 gennaio, alle ore 11, in via De Gasperi si terrà la cerimonia di posa della  prima “pietra d’inciampo” in città in ricordo di Giulio Agostoni Saranno presenti il nipote Valentino Agostoni e Milici Maria, madre di Valentino e nuora di Giulio.

Nato a Brugherio nel 1905, Agostoni era stato arrestato il 28 marzo 1944 nell’abitazione paterna di via Guzzina al posto del fratello, attivista antifascista, al momento fuori casa.

Deportato nel campo di concentramento di Mauthausen, venne assassinato nel lager di Gusen il 22 aprile 1945.

Per saperne di più 

Pietra d’Inciampo” : l’iniziativa è dell’artista Gunter Demnig (nato a Berlino nel 1947), quale reazione ad ogni forma di negazionismo e di oblio, al fine di ricordare tutte le vittime del Nazional-Socialismo, che per qualsiasi motivo siano state perseguitate: religione, razza, idee politiche, orientamenti sessuali. Per spiegare la propria idea, Demnig, che posa personalmente quasi tutte le “Pietre d’Inciampo”, ha fatto proprio un passo del Talmud (che significa "insegnamento"), il grande libro sacro dell'Ebraismo: «Una persona viene dimenticata soltanto quando viene dimenticato il suo nome».

L'espressione "pietra di inciampo" è mutuata dalla Bibbia e dall'Epistola ai Romani di Paolo di Tarso (9,33): "Ecco, io metto in Sion un sasso d'inciampo e una pietra di scandalo; ma chi crede in lui non sarà deluso".

L'iniziativa è partita a Colonia nel 1992 e ha portato, a inizio 2019, all'installazione di oltre 71.000 "pietre".

Giulio Agostoni, la testimonianza della moglie Ines

Giulio Agostoni nasce a Brugherio il 15 ottobre 1905. Risiede a Brugherio presso la Cascina Guzzina. Dopo il matrimonio si trasferisce per qualche tempo a San Maurizio al Lambro (Cologno Monzese), ma poi rientra a Brugherio. Operaio alla Falck Unione, officine meccaniche. Arrestato il 28 marzo 1944 a seguito degli scioperi del "Marzo '44". Portato in carcere a Monza, poi a San Vittore a Milano, quindi alla Caserma "Umberto I" di Bergamo.

La moglie, Ines Oggioni, intervistata dall'ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati) quando era ancora in vita, ha rilasciato una testimonianza particolarmente significativa e toccante.

Dopo aver parlato della sua adolescenza, del suo lavoro come operaia tessile, del suo incontro con Giulio che abitava nella stessa corte, del suo fidanzamento contrastato dalla famiglia, del matrimonio avvenuto nel 1935, della nascita dei figli, Ines Oggioni si è soffermata sull'episodio che ha portato all'arresto del marito. I fascisti cercavano da tempo Alfredo Agostoni, fratello di Giulio, per attività antifascista in fabbrica. Alfredo era riuscito a fuggire. Nella notte fra il 27 e 28 marzo 1944 i fascisti della Repubblica di Salò sono intervenuti alla Cascina Guzzina ed hanno arrestato Giulio.

Ines Oggioni racconta del suo percorso travagliato alla ricerca del marito, passando dal carcere di Monza a quello di San Vittore a Milano ed infine a Bergamo.
Così prosegue la testimonianza: «Noi allora andiamo a Bergamo. Ho fatto una valigia, era il giorno delle Palme, me lo ricorderò sempre: eravamo io, la Boreggio, Ambiveri e la Finotti. Abbiamo preso il trenino con la macchina a vapore che passava da Monza per Bergamo. Abbiamo portato una gallina, un po' di salamini, materiale per la barba, un po' di sapone, fazzoletti, calze. Abbiamo fatto una bella valigetta. Il salame è importante in certi momenti, resiste e dura molto. Al casermone, fuori, c'era tanta gente, parenti. Vedo ancora i finestroni grandi della caserma; si vedeva della gente dentro.

Noi, sempre col naso in su, continuavamo a girare intorno a questa caserma...Ho visto Giulio dal finestrone...Mi diceva: "Mi mandano a lavorare...". Mi ricordo che la Boreggio mi diceva che lei si sarebbe fermata a Bergamo, che aveva dei parenti e, quindi, poteva sapere in tempo quando partivano. Io invece dovevo tornare indietro a Brugherio...Vengo a casa un po' rinfrancata; dico a mia suocera che Giulio manderà a casa anche un po' di soldi. Le dico che comunque io mi arrangerò. Decido, da sola, di partire con il bambino per andare ancora a Bergamo. Quando arrivo alla stazione vedo un sacco di gente che piange. Chiedo: "Che cosa è successo?". Loro mi rispondono: "Sono partiti da poco". Non ero però convinta che il mio Giulio fosse partito. Vado, faccio un pezzo a piedi, arrivo al casermone, guardo su e vedo tutti i finestroni spalancati. Allora capisco che sono andati via tutti».

Giulio Agostoni viene deportato il 5 aprile 1944 a Mauthausen (Austria), uno dei più terribili campi di sterminio nazisti e qualche giorno dopo nel sottocampo di Gusen, dove viene sottoposto ai lavori più pesanti. Muore a Gusen il 22 aprile 1945. Dai documenti raccolti dalla Croce Rossa Internazionale che i nazisti non sono riusciti a distruggere, Giulio Agostoni risulta ufficialmente deceduto per infarto. In realtà viene ucciso dai nazisti in modo atroce a pochi giorni dalla liberazione insieme a tanti altri deportati. Ci sono testimonianze certe in proposito. Al "block 24", baracca-lazzaretto di Gusen, sono collocati per convalescenza i prigionieri ammalati, feriti, invalidi. Fra questi si trova Giulio Agostoni, feritosi ad un braccio durante il traino di un carretto carico di terra. I nazisti sono ormai consapevoli della fine imminente e decidono di annientare gli internati del "block 24" sigillando questa baracca, trasformandola in una rudimentale camera a gas. I prigionieri che non muoiono vengono freddati con un colpo di pistola. Angelo Signorelli, deportato di Monza, sopravvissuto, nel suo libro di memorie ("A Gusen il mio nome è diventato un numero") dice: "Erano tanti e tra loro c'erano anche 50-60 italiani. Alla sera sono andato alla baracca 24 ed ho visto tutti quei cadaveri uno sopra l'altro...Li conoscevamo quasi tutti, eravamo in baracca insieme da circa un mese...Si capiva che la liberazione era vicina, ma per loro non ci fu pietà".

Il 5 maggio 1945 gli americani liberavano il campo di Mauthausen.

“Messaggeri della Memoria” e la biblioteca entra in classe per raccontare la Shoah a bambini e ragazzi

Per celebrare il ”Giorno della Memoria” presso le scuole, torna il progetto “I Messaggeri della Memoria”, targato Biblioteca, in programma dal 22 al 31 gennaio – a partire dalle ore 9 fino alle 16.

Dopo tre anni in cui la proposta è stata rivolta alle classi seconde e quarte di scuola primaria, quest’anno si è deciso di ampliare l’offerta anche alle prime classi della secondaria.

Partendo dalla convinzione che il mezzo narrativo sia quello più adatto a raccontare ai bambini e ai ragazzi un momento storico così drammatico nel rispetto sempre dell’età e della sensibilità di ciascuno, i bibliotecari con il supporto dei Sopravoce (lettori volontari della biblioteca) si recheranno a leggere nelle classi che si saranno prenotate.

Nell’occasione verrà anche consegnata una bibliografia pensata per gli alunni di quella fascia di età, utile anche agli insegnanti e alle famiglie qualora volessero continuare assieme ai bambini tale percorso di conoscenza.

Prenotazioni e informazioni:

Biblioteca civica, via Italia 27 – tel. 039 2893.412/423 – biblioragazzi@comune.brugherio.mb.it - biblioteca@comune.brugherio.mb.it

"Testimone Sopravvissuto" nuova Edizione. Il percorso virtuale/interattivo di IncontraGiovani per non dimenticare e per non perdersi nell'indifferenza

Sabato 25 e domenica 26 gennaio 2020, dalle ore 14 alle 19 presso la sede di IncontraGiovani (IG) Brugherio in viale Lombardia 214, sarà rappresentata la nuova edizione di Testimone Sopravvissuto. Un percorso virtuale interattivo; un viaggio attraverso le drammatiche esperienze degli oppressi di ieri e di oggi; un’occasione di riflessione sulla storia passata e presente, per non dimenticare e per non perdersi nell'indifferenza.

Le quasi 1000 persone, che dal 2012 a oggi hanno preso parte al percorso Testimone Sopravvissuto, hanno spesso riflettuto su un possibile parallelo tra quello che hanno vissuto gli ebrei deportati e ciò che si verifica ancora oggi nel Mediterraneo. Nonostante gli ammonimenti della poesia “Shemà”, che introduce l’opera “Se questo è un uomo” di Primo Levi, non possiamo fare a meno di constatare che qualcosa di disumano stia ancora accadendo.

Marco Fossati, coordinatore dell’IG, racconta: “All’IncontraGiovani spesso ci si confronta sui fatti di cronaca o sulle dichiarazioni dei politici di turno; capita che si discuta con i ragazzi di razzismo e xenofobia. I giovani hanno voglia di confrontarsi con gli adulti e quando lo possono fare liberamente, senza paura di essere giudicati, nascono idee e progetti nuovi. Così abbiamo pensato di modificare Testimone Sopravvissuto, arricchendolo con le storie dei giovani migranti che abbiamo conosciuto in questi anni grazie a PoP Up, il torneo di calcio organizzato in occasione del Festival dei Popoli e delle Culture di Brugherio”.

Alcuni potrebbero obiettare che non si può paragonare lo sterminio degli ebrei con le stragi del Mediterraneo. Gli ebrei non hanno scelto di partire, come invece fanno i migranti di oggi. Ma che scelta è quella di vedere la propria famiglia morire di fame, oppure minacciata di morte, oppure sterminata? Siamo sicuri che i migranti di oggi abbiano una scelta tra la certezza di morire oggi e la probabilità di farcela domani? Voi cosa scegliereste? Voler offrire il miglior futuro possibile ai propri figli è una scelta o è il compito imprescindibile di ogni genitore? I contrabbandieri che un tempo in cambio di cifre di denaro considerevoli mostravano le vie verso la Svizzera agli ebrei in fuga dall'Italia delle leggi razziali, sono così diversi dagli scafisti di oggi sulle rotte del Mediterraneo? Ma soprattutto una questione ha accompagnato la persecuzione e accompagna il dramma dei migranti: l’indifferenza!

"Mi fa impressione quando sento di barconi affondati nel Mediterraneo, magari 200 profughi di cui nessuno chiede nulla. Persone che diventano numeri anziché nomi. Come facevano i nazisti. Anche per questo non ho mai voluto cancellare il tatuaggio con cui mi hanno fatto entrare ad Auschwitz": così racconta la Senatrice a vita Liliana Segre, matricola 75190, in “La difesa della razza” Rai3.

Il sottofondo musicale degli allievi solisti della Scuola di Musica “Luigi Piseri” renderà la simulazione dell’ingresso e della vita nei campi di sterminio ancora più intensa e carica di emozioni.

Partenza dei gruppi ogni ora: durata del percorso 40 minuti circa .

Per prendere parte al percorso è necessario prenotarsi: igbrugherio@gmail.com

Le ragazze e i ragazzi dell’IG di Brugherio vi aspettano per condividere insieme un’esperienza che non vi lascerà indifferenti.

Info: IncontraGiovani 039.2893.207 - dal lunedì al venerdì ore 16-19

Per la rassegna “Apriti Sesamo” riservata alle scuole, per celebrare il Giorno della Memoria: Il Teatro del Rimbombo in “Farfalle”

Mercoledì 29 gennaio, alle 10:30, nell’ambito della rassegna dedicata alle scuole Apriti Sesamo, il palco del San Giuseppe ospiterà il Teatro del Rimbombo impegnato in  “Farfalle” una rappresentazione scritta e interpretata da Andrea Robbiano che affronta il tema della memoria in maniera originale e coinvolgente.

Lo spunto per lo spettacolo parte da un fatto realmente accaduto: una cartolina arrivata in ritardo di quasi 70 anni da un campo di prigionia, scritta da un padre alla moglie e ai figli per tranquillizzarli, una cartolina ritrovata per caso in un’asta di oggetti vintage dal vicino di casa dei destinatari. Il contenuto della cartolina non è pubblico, lo spettacolo è stato scritto provando a immaginare cosa si può scrivere a una famiglia da un campo di reclusione. Farfalle si interroga su cosa voglia dire avere un numero tatuato sulla pelle e su cosa voglia dire “essere” un numero tra tanti. Si chiede, parafrasando Levi, se questo è un uomo, ma anche se “quello” è un uomo, ribaltando la pietà. Un insieme di immagini dai contorni fuori fuoco per lasciare in primo piano poche cose essenziali che traccino un cammino. Un bacio, una lettera e una bambina che viene accompagnata a scuola. E le farfalle, ovviamente. (da https://binario7.org/events/farfalle-giornata-memoria)

Info: Cinema Teatro San Giuseppe, via Italia 76, a  Brugherio (MB)

tel. 039 2873.485/039 870.181; e-mail: info@sangiuseppeonline.it ; www.sangiuseppeonline.it

 

Il Giorno della Memoria a teatro: Moni Ovadia in “Dio ride”

Moni Ovadia torna a Brugherio, al teatro San Giuseppe, mercoledì 22 gennaio alle 21 con il nuovo spettacolo Dio ride, il cui sottotitolo, Nish Koshe, in yiddish vuol dire "così così".

Interessante la recensione di Danilo Caravà che scrive: «La voglia di Dio può stare tutta lì, nella gioiosa e vivace voce nasale di un clarinetto, in quella ventrale di un violino, e soprattutto nella voce di Moni Ovadia, strumento versatile, dalla sonorità sofferta, grattata idealmente dall'urlo di mille Kaddish, pare quasi che voglia lanciarsi in alto, per popolare il cielo di una presenza divina, che si faccia abbraccio per contenere l'intera platea.

Lo fa a modo suo il teatro, questo attore, lo racconta, e dove la voce non basta, arriva il canto, tutto per narrare al pubblico l'ebraicità in un modo originalissimo, attraverso il paradosso e soprattutto attraverso il sorriso».

E ancora: «Nella semplicità scenica, basta una sedia, ed un uomo per avere una aedo, un Omero giudaico che ci canti le gesta del popolo eletto, e faccia sentire i gentili in poltrona un po' ebrei nello spirito e nell'ispirazione. Non un'esitazione, una pausa, tra i vari blocchi dello spettacolo, quello che si offre allo spettatore è un continuum di racconto e musica, un inseguirsi gioioso tra note e sillabe, un funambolico susseguirsi di suoni, ben rappresentato dagli assoli del clarinetto e del violino, che fila dritto come un tgv fino alla fine della serata. Viene da pensare, uscendo dalla sala, che l'aforisma di Foer corrisponda al vero, e che l'ebreo ha sei sensi, il sesto è rappresentato dalla memoria, senso che l'interprete offre con generosità agli spettatori». (da http://www.milanoteatri.it/recensione-dio-ride/)

Sul modello di Oylem Goylem, di cui ricorre il 25° anniversario, Moni Ovadia riscrive ed amplia il suo storico spettacolo per raccontare - tra comicità e tragedia, oggi come ieri - il bisogno di memoria, di giustizia e di pace. Narratore sarà dunque il vecchio ebreo errante, con nuove storie e nuove musiche: «Una zattera in forma di piccola scena approdava in teatro venticinque anni fa – scrive Moni Ovadia –. Trasportava cinque musicanti e un narratore di nome Simkha Rabinovich, che raccontava storie di gente esiliata e ne cantava le canzoni. Dopo un quarto di secolo, Simkha e i suoi compagni tornano per continuare la narrazione di quel popolo in permanente attesa, per indagarne la vertiginosa spiritualità con lo stile che ha permesso loro di farsi tramite di un racconto impossibile eppure necessario, rapsodico e trasfigurato, fatto di storie e canti, di storielle e musiche, di piccole letture e riflessioni alla ricerca di un divino presente e assente, redentore che chiede di essere redento nel cammino di donne, uomini e creature viventi verso un mondo di giustizia e di pace».

*L'appuntamento – che rientra tra gli eventi in calendario per celebrare il Giorno della Memoria 2020 - è inserito nel cartellone della rassegna dedicata al monologo teatrale "Fuori Pista 2019/2020" realizzata dal Comune di Brugherio/Assessorato alle Politiche Culturali in collaborazione con il Teatro San Giuseppe.

• Biglietti: Primi posti 24,00 Euro - Secondi posti 20,00 Euro - Ridotto 18,00 Euro
• Riduzione biglietti: si applicano solo sui Secondi posti a studenti, over 65 e soci BCC Milano.

Info: Cinema Teatro San Giuseppe, via Italia 76, a Brugherio (MB)
tel. 039 2873.485/039 870.181; e-mail: info@sangiuseppeonline.it ; www.sangiuseppeonline.it

Allegati

Manifesto iniziativa
Pieghevole iniziativa