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La mostra "Sterminio in Europa. Perché ricordare" chiude gli eventi organizzati per celebrare il "Giorno della Memoria 2020"

Saturday, 11 January icona per la stampa della pagina

"L'odio non ha futuro!
Scrivo queste poche righe la mattina dopo l'intenso pomeriggio passato a Milano insieme ad altri 600 Sindaci d 'ltalia con la senatrice Liliana Segre, per la manifestazione dal titolo 'L'odio non ha futuro' (martedì 10 dicembre 2019, ndr). Sono passati 75 anni dall'abbattimento dei cancelli di Auschwitz e ormai ogni giorno ci accorgiamo che il tempo che passa non solo rischia di farci dimenticare gli oltre 15 milioni di morti nei campi di sterminio a causa di quella folle ideologia, ma soprattutto che la storia non ci ha insegnato nulla. Stiamo correndo di nuovo gli stessi rischi di un tempo a causa delle parole d'odio da una parte e dell'indifferenza da un'altra.
La senatrice Segre a Milano ci ha ricordato che 'l'odio si combatte tenendo viva una memoria condivisa delle tragedie che le generazioni passate hanno patito proprio a causa della predicazione dell'odio, perché è nell'oblio della nostra storia che passa il messaggio dell'indifferenza'. Ci ha chiesto di diventare 'future candele della memoria', ora che inevitabilmente stanno venendo meno le voci dei testimoni di quei tragici eventi. Se vogliamo davvero che l'odio non abbia futuro nei nostri territori dobbiamo ogni giorno decidere da che parte stare, che parole usare, come comportarci nei confronti degli altri.
Il Giorno della Memoria 2020, reso possibile anche grazie alla collaborazione di tante realtà della città, ci indica ancora una volta la strada da percorrere per fare in modo che il ricordo si trasformi poi in azioni e scelte quotidiane, all'insegna di quei piccoli singoli gesti che, messi tutti insieme, possono davvero cambiare il mondo".
                                                                                                                                                                            

                                                                                                                                                                               Il Sindaco Marco Troiano

a cura della sezione ANPI di Brugherio

Dal 15 al 22 febbraio 2020 - con inaugurazione sabato 15 febbraio alle ore 16:30 - nella Galleria Esposizioni di Palazzo Ghirlanda-Silva (via Italia 27) si terrà una mostra sui campi di sterminio in Europa, a cura dell'ANPI di Brugherio, con possibilità di visita durante gli orari di apertura della Civica Biblioteca.
L'iniziativa fa parte del programma che il Comune di Brugherio ha promosso per celebrare il "Giorno della Memoria 2020".
La Mostra molto ben documentata, propone un percorso storico che mette in evidenza i fatti e i passaggi dell'ascesa del fascismo in Italia e del nazismo in Germania spiegando le fasi che hanno portato i paesi d'Europa a combattersi tra il 1915 e il 1945, con due disastrose guerre mondiali.
Lo scopo è di ricordare alle nuove generazioni e a tutti i cittadini la violenza delle guerre, le sofferenze delle popolazioni e la necessità di vivere in pace tra i popoli.
La parte più consistente della Mostra testimonia inequivocabilmente, contro ogni negazionismo, le atrocità dei campi di sterminio nazisti.
Duemila tra campi, sottocampi, kommandos esterni, centri di raccolta e di transito, disseminati in Germania e nei territori occupati un Europa, hanno formato la rete dello sterminio.
Oltre 12 milioni di deportati, uomini, donne, bambini. Undici milioni di sterminati, circa la metà ebrei.
Ad Auschwitz in particolare, la cui liberazione è avvenuta 75 anni fa, il 27 gennaio 1945, sono stati annientati milioni di esseri umani di ogni età, ebrei, zingari, testimoni di Geova, disabili, partigiani e patrioti di ogni nazionalità prigionieri di guerra.
Il fine dei lager nazisti era la distruzione fisica dei deportati, ma il primo obiettivo era la loro distruzione morale, che iniziava ancora prima di entrare nei campi.
Questo annientamento iniziava nei viaggi in treno sui vagoni piombati, dove i prigionieri rimanevano ammassati per giorni e giorni senza cibo e senza acqua.
La spersonalizzazione proseguiva nei lager, dove il deportato diventava un numero, sradicato dagli affetti familiari e dal luogo di origine, insultato e percosso senza motivo.
Le condizioni di vita disumane spingevano il prigioniero alla lotta per la sopravvivenza, con conseguente abbrutimento.
Non sono mancati comunque episodi e gesti di solidarietà, che esponevano a gravi rischi.
Ma ciò che sorprende ancora di più è la Resistenza organizzata che i prigionieri sono riusciti a sviluppare in diversi campi (Auschwitz, Buchenwald, Dachau, Mauthausen, ecc.), rafforzando la volontà di lotta contro la barbarie nazista.
Si trattava di migliorare le condizioni di esistenza dei deportati, di sabotare le iniziative naziste, di garantire agli ammalati un minimo di assistenza sanitaria.
Era importante cercare di occupare posti chiave nei vari settori del campo, in cucina, in lavanderia, nelle officine.
Sono stati salvati dalle camere a gas molti prigionieri, riuscendo a trasferirli in un altro blocco.
Sono stati creati comitati clandestini.
I residenti scoperti venivano immediatamente eliminati.
Questa forma di Resistenza, svoltasi in condizioni impossibili, va ad aggiungersi a tutte le Resistenze che si sono verificate laddove c'era l'oppressione nazista.
In Italia la Resistenza rimane il fatto storico· che permise la liberazione dal nazifascismo, la conquista di una Costituzione democratica di grande valore ed il ritorno ad un ruolo importante a livello internazionale, dopo la catastrofe della guerra voluta da Mussolini a fianco di Hitler.
La Resistenza è stata il riscatto del nostro paese e la riconquista di una dignità perduta.
La Mostra si conclude con queste considerazioni:
"Le immagini e i fatti proposti in questa rassegna raccontano l a tragedia vissuta dai popoli d'Europa... ed ammoniscono... a riconoscere per tempo i pericoli che minacciano la famiglia umana.
Discriminazione razziale, fanatismo politico e religioso, violenza e arbitrio, guerra, fame, sottosviluppo, sfruttamento e malattie mietono ancora vittime in tante parti del mondo.
Ricordare, dunque, non solo per capire i pericoli e riconoscere le ingiustizie, ma per combatterle, in un grande movimento che unisce tutti gli uomini in un vincolo di solidarietà verso mete di pace, di uguaglianza, di libertà, di giustizia".

Nei pannelli espositivi, una quarantina alcuni dei quali già realizzati negli anni '70 e poi costantemente aggiornati nel tempo, vengono elencati gli avvenimenti che hanno portato all'ascesa del fascismo in Italia e del nazismo in Germania e in Europa. Lo scopo è di ricordare alle nuove generazioni e ai cittadini tutti, le atrocità delle guerre, le sofferenze delle popolazioni e la necessità di vivere in pace tra i popoli. E' realizzata in collaborazione con ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti), i cui membri sono tra i sopravvissuti allo sterminio nazista, parenti e soci che vogliono divulgare la storia del fascismo, della Resistenza e delle deportazioni nei lager nazisti.

Info: tel. 039 2893.211/214/212- cultura@comune.brugherio.mb.it 

 

Allegati

Manifesto iniziativa
Pieghevole iniziativa